Cortesi candidati,
mi sento in dovere, superando qualsiasi moralismo, di chiedervi di mantenere, durante questa campagna elettorale, un livello alto nel confronto reciproco.
Non mi sono piaciute le ultime esternazioni che denigrano le persone con il semplice fine di gettare fango sui singoli o su una parte.
Voi siete, o dovreste esser, l'immagine migliore della nostra cittadina, ciò a prescindere dalla Vostra appartenenza politica.
Candidatus era il termine con cui i romani identificavano la toga di seta bianca indossata dagli aspiranti ad una carica dello Stato.
Il suo compito era di testimoniare la loro pudica ed onesta moralità.
Il suo compito era di testimoniare la loro pudica ed onesta moralità.
Da questi valori vorrei che partiste e per questi valori vorrei operaste.
Per questo, Vi prego, non cediamo alle facili tentazioni che hanno come fine il denigrare l'avversario o gli avversari, siate uomini (o donne) fino in fondo!
Abbiate il coraggio di rappresentare non solo voi stessi, bensì il meglio della vostra compagine.
Siate esempio perché siete l'esempio. Non usate il fango per impaludare gli avversari, siate corretti e stringete la mano agli altri concorrenti guardandoli negli occhi.
Sono anch'io un candidato e lo sono, moralmente, davanti agli occhi di qualunque persona incontri per strada, sento, ed è giusto che senta il peso delle responsabilità. Sono queste che mi fanno mantenere i piedi per terra e la schiena dritta.
Non offendete personalmente i vostri concorrenti, perché offendereste la loro famiglia, i loro cari. Sono loro che si sentiranno colpiti, perché avete toccato un loro affetto.
Confrontiamoci e confrontateVi sulle idee, sui programmi, sul futuro da costruire e siate capaci di coinvolgere nella positività, senza aver bisogno di parlare allo stomaco.
Finora ho parlato di concorrenti, mai di avversari. E' questa la prima lezione che ho imparato, da adolescente, calcando quotidianamente la pista di atletica. Rispettare chi concorre con te, che sia più forte o più debole, che sia più lento o più veloce. La fatica unisce e ti fa sentire pregno di rispetto per chi ti ha consentito di vivere reciprocamente un confronto.
Vi lascio con il motto kantiano che mi spinge a continuare a pensare che la politica deve esser il luogo dove si possano cambiare le cose, dovere riporre la speranza per il futuro dei nostri figli:
Vinca il migliore!
Matteo Tonutti
Nessun commento:
Posta un commento