giovedì 9 giugno 2016

LE RAGIONI DEL NO - REFERENDUM CODROIPO-CAMINO AL TAGLIAMENTO


Sono Matteo Tonutti, ex consigliere, formatore in ambito pubblico, dirigente sportivo. La spinta ad uscire allo scoperto parte dalla necessità interiore di far emergere il dissenso in un momento in cui le parti non prendono posizioni trasparenti. Al referendum voterò no per questi motivi:
1) Mancanza di strategia territoriale
Nell'Unione Territoriale del Medio Friuli, al di là della prossima possibile fusione tra Codroipo e Camino al Tagliamento, si stanno profilando altre importanti aggregazioni quali le fusioni tra Mereto di Tomba, Flaibano e Sedegliano e tra Talmassons, Castions di Strada, Lestizza e Mortegliano. Resterebbero soli il comune di Basiliano ( 5300 abitanti), ed i comuni di Bertiolo e Varmo (2.500 abitanti ciascuno). E' evidente che la sola fusione tra Codroipo e Camino, è un pasticcio ovvero non è funzionale ad uno sviluppo omogeneo del territorio lasciando alcuni piccoli a boccheggiare. Per completare tale disegno sarà necessario iniziare successivamente un altro percorso di fusione con Bertiolo e Varmo che ovviamente porterà nuovi disagi anche per il comune appena fuso. Inoltre, così come si sta prefigurando, l'identità di Camino rischia completamente di perdersi, risultando la 14esima frazione di Codroipo.
2) Mancanza di analisi e pianificazione
Nella fusione di due aziende chi va a governare il cambiamento decide in funzione di un'analisi dei dati che fotografano la realtà esistente delle due entità e prospettano come si può giungere alla fusione e cosa sia bene intraprendere nella gestione del personale, dei beni mobili ed immobili. Senza questa analisi dell'esistente e dei processi delle due aziende nessun amministratore delegato si imbarcherebbe in una fusione. Il concetto è ancor più valido se trattiamo di enti pubblici, in quanto in tale caso diminuiscono le flessibilità ed aumentano le formalità legislative. Ad oggi questa analisi non c'è, non è stata commissionata, e se anche ci fosse non avremmo i tempi necessari per prendere atto delle dovute conseguenze. Chi gestirà l'eventuale fusione dovrà fare un salto nel buio assieme al personale dei due enti.
3) Mancanza di condivisione con la popolazione
Prendendo ad esempio la storia di una fusione riuscita e completata (Rivignano-Teor) si può evincere che il percorso abbia interessato più di un mandato, con tempi che hanno permesso prima agli amministratori di analizzare i termini del cambiamento e poi ai cittadini di avere un ruolo nello sviluppo del consenso verso questa o quell'altra forma amministrativa. Ad oggi il contraddittorio sulla fusione Codroipo-Camino al Tagliamento è stato proposto alla popolazione solo da terzi ai Comuni stessi pur essendoci a disposizione ben 200.000,00 € dalla Regione! Non mi soddisfano i dieci incontri tra frazioni e capoluogo.
Nel concreto, una fusione è come una casa, se l’architetto non ha percepito le richieste del committente, se non c’è accordo con l’impresa di costruzione rischieremo di allungare i tempi, spendere più di quello che era stato preventivato e di non aver esaudito le richieste del committente: la popolazione. 
A voi la scelta! Io ho già deciso

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