Lettera
aperta agli amministratori del Medio Friuli
Prima
tra tutte le regioni italiane il Friuli Venezia Giulia ha approvato
una legge sul riordino
dell’assetto amministrativo dei comuni (L.R.26/2014). Acquisita la progressiva dismissione delle
Province la
Regione ha in programma di trasformare i comuni nei propri
interlocutori diretti ovvero
realizzando degli ambiti ottimali
all’interno dei quali i comuni dovranno associare una serie
minima
di servizi.Tali ambiti saranno amministrati da un’assemblea di
sindaci, un livello
intermedio di governo tra comune e regione.
Ma
qual è il perché di questa scelta? Perché modificare così
pesantemente l’organizzazione
complessiva di un’area così vasta?
Credo
che l’assunto principale sia questo: la dimensione dei nostri
comuni è ormai insufficiente per
rispondere alle esigenze dei
cittadini. La capacità di spesa di ogni ente comunale è calata
drasticamente negli ultimi cinque anni e calerà ancora impoverendo
ogni piccola porzione del
territorio in funzione della capacità o
incapacità organizzativa dello stesso nel far fronte alla crisi.
Perché
si continua a parlar di crisi? E' ancora corretto parlare di crisi
sebbene essa sia diventata
parte integrante e strutturale del nostro
modo di pensare e agire, quindi elemento esistente e
resistente
all’interno del nostro scheletro, una sorta dolore reumatico che
non ci permette di
Mai
più come prima. E’ un concetto che rimbalza continuamente nelle
nostre menti e, ad oggi
,
sembra più la percezione di un labirinto
senza vie d’uscita che una proposta per rimodellare il
nostro
sistema rifondandolo in maniera maggiormente flessibile e funzionale.
Una leva del
cambiamento diventa la riforma dell'apparato pubblico
come è già stato in Inghilterra, Giappone o
Germania.
E
quindi, ritornando a noi, formare un’unione di comuni, associando i
servizi e creando un nuovo
livello di governo può esser una
soluzione?
Sì,
può esser l'attivazione di una rivoluzione sociale, ma solo se si
crede nel cambiamento, se si
riesce a modellare la forma di governo
nella manier adatta alla conformazione del territorio.
Questo è il
gioco, rischiosissimo, al quale gli amministratori saranno
prossimamente portati a
giocare. Ridisegnare gli schemi di
riferimento per ridisegnare il nostro futuro.
Cosa
dovrebbe portare una riorganizzazione ottimale del territorio
trasformato in unione di
comuni?
Si
possono elencare diverse opportunità quali l’ottimizzazione dei
costi strutturali, la possibilità di
attuare economie di scala,
l'avere servizi omogenei su un territorio ampio, il poter creare
strategie
su turismo, imprenditoria, il diventare maggiormente
appetibili per chi vuole investire e via così.
Diventare
più grandi, se si è ben organizzati, è un bel vantaggio. Gli
amministratori, i sindaci del
medio Friuli in primo luogo, dovranno
però fare squadra al di là del colore politico o del campanile
perché il territorio da valorizzare e rendere omogeneo è uno e
composito, è necessario ragionare
Cari
amministratori avete il compito di lavorare sul cambiamento e sulla
speranza.
Dovrete dipingere i futuri scenari che saranno il teatro di
azione dei nostri figli e dei figli dei nostri
figli. Questo è un
momento di storica importanza.
E’
il momento di lavorare sui desideri, chiedersi cosa vogliamo e questo
volere dev’essere
accorato, giunto e unico affinché sprigioni una
forza ed un’energia coinvolgente. Chi non vuole
salire su questa
barca affrontando il mare in tempesta è meglio che lasci stare la
politica, questa
sarà sempre di più per uomini impavidi e
coraggiosi.
Abbiamo
l’opportunità, con questa legge regionale, di distinguerci di far
emergere le nostre qualità,
il rischio opposto è invece quello di
estinguersi rimanendo in piccole porzioni di territorio ormai
gestite
con strumenti che sono ormai vetusti ricordi archeologici
.
Questa
spinta è richiesta anche dall’Europa, ci forza a creare
pro
gettualità con una visione chiara e precisa, in un territorio
coeso e forte, sbilanciato sulla ricerca
dello sviluppo sostenibile.
Questo
è il treno che passa e non ci aspetta, si tratta di salirci ed
accettare che il panorama non
sarà mai più come prima!
Matteo
Tonutti



Nessun commento:
Posta un commento